PENSIONI SCUOLA 2027, CAMBIA TUTTO
18 set 2026 22:40
16 feb 2026 17:35
Referendum sulla separazione delle carriere: cosa cambia davveroNegli ultimi mesi si parla molto del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati.Vediamo in modo chiaro cosa significa, cosa prevede oggi il sistema e cosa potrebbe cambiare.📌 Come funziona oggi la magistraturaLa Costituzione italiana stabilisce che la magistratura è autonoma e indipendente da ogni altro potere dello Stato.Attualmente:Giudici e Pubblici Ministeri (PM) appartengono allo stesso ordine.Superano lo stesso concorso.Sono governati dallo stesso organo: il Consiglio Superiore della Magistratura.Possono, entro limiti previsti, passare da giudice a PM e viceversa durante la carriera.👉 Il PM sostiene l’accusa.👉 Il giudice decide in modo imparziale.📌 Cosa prevede la separazione delle carriereLa riforma propone:Due concorsi distintiDue carriere autonomeDivieto di passare da una funzione all’altraPossibile istituzione di due CSM distintiRidefinizione del ruolo costituzionale del PM📌 Le ragioni del SÌChi è favorevole sostiene che:Il giudice sarebbe ancora più terzo e imparzialeSi rafforzerebbe il principio del giusto processoSi eliminerebbe ogni possibile “vicinanza culturale” tra accusa e giudizioIl sistema sarebbe più simile a quello di altri Paesi europei📌 Le ragioni del NOChi è contrario ritiene che:Si rischi di indebolire l’indipendenza del PM Il pubblico ministero possa diventare più esposto al potere politicoL’unità della magistratura sia una garanzia costituzionale L’attuale sistema già tutela imparzialità e autonomiaSchema riassuntivoSISTEMA ATTUALEUn solo concorsoUn solo ordineUn solo CSMPossibilità di passaggio tra funzioniSEPARAZIONE DELLE CARRIEREDue concorsiDue carriere autonomeNessun passaggio tra ruoliPossibili due CSM📌 È una modifica della Costituzione?Sì.La separazione delle carriere richiede una revisione costituzionale, perché oggi la magistratura è configurata come ordine unitario.Se il referendum viene confermato, la riforma entrerà in vigore; in caso contrario resterà il sistema attuale.🎯 Perché riguarda tuttiNon è un tema per soli giuristi.Parla di equilibrio tra accusa e giudice, cioè di come funziona la giustizia nel nostro Paese.Per chi lavora nella scuola – personale ATA e docenti compresi – conoscere le riforme costituzionali significa comprendere meglio il funzionamento dello Stato e della legalità.
5 lug 2026 18:19
Dopo una lunga attesa, il rinnovo della parte economica del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 entra finalmente nella fase operativa. Per oltre un milione di docenti e personale ATA sono in arrivo gli aumenti stipendiali e il pagamento degli arretrati maturati dal 1° gennaio 2025. Secondo le ultime indicazioni, gli adeguamenti retributivi dovrebbero comparire nei cedolini entro il mese di agosto, insieme agli importi arretrati spettanti.
22 apr 2026 19:47
12 feb 2026 20:14
Novità pensioni 2026: cosa cambia con la Circolare INPS n. 153 per il personale della Scuola (docenti e ATA)La Circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025 aggiorna ufficialmente gli importi delle pensioni, dell’assegno sociale e delle prestazioni collegate per l’anno 2026.
22 gen 2026 20:31
Già dagli anni ’80 esistevano le graduatorie provinciali del Provveditorato, alle quali si presentava domanda per svolgere supplenze come personale ATA. Successivamente si presentava anche domanda direttamente alle scuole. I due canali erano distinti e disciplinati da decreti separati.
"PHILIP MORRIS"
Giovani delusi, futuro negato: la precarietà come sistema
C’è una generazione intera che sta pagando il prezzo più alto di un modello economico ipocrita, miope e profondamente ingiusto. I giovani di oggi vivono sospesi, intrappolati in una precarietà che non è più un passaggio temporaneo verso la stabilità, ma una condizione strutturale, normalizzata e perfino giustificata.
In questo contesto si inserisce il comportamento di grandi multinazionali, colossi mondiali che fatturano miliardi e che, nonostante utili enormi, continuano a negare ai giovani il diritto fondamentale a un lavoro stabile.
Questo articolo mette in evidenza una consuetudine sempre più evidente che è messa in atto dalla Philip Morris Manufacturing & Technology, con sede a Crespellano (Bologna).
Il caso, emblematico è sotto gli occhi di tutti, Philip Morris nello stabilimento di Crespellano (Bologna), che da anni ricorre frequentemente alle agenzie interinali invece di assumere direttamente.
Ragazzi vengono chiamati, formati, impiegati per uno, due anni – a volte anche due anni e mezzo –si illudono, sognano, sperano, e poi, vengono semplicemente accompagnati alla porta, con un ringraziamento di circostanza e nessuna prospettiva futura.
Dopo mesi o anni di lavoro, impegno, sacrifici e aspettative, per questi giovani non esiste alcuna possibilità di stabilizzazione.
Nessuna continuità. Nessun riconoscimento. Solo un contratto che finisce e una porta che si chiude.
Il risultato è devastante. Giovani spaesati, umiliati, privati della dignità professionale, costretti a ricominciare da zero, spesso nella stessa città che li ha già messi in ginocchio.
A Bologna, ad esempio, trovare un alloggio è diventato quasi impossibile e, quando lo si trova, gli affitti raggiungono cifre insostenibili.
Come può un giovane progettare una vita con contratti a termine, stipendi incerti e la costante minaccia della disoccupazione?
Queste aziende parlano di "flessibilità", ma la flessibilità è diventata sfruttamento, anche se la retribuzione nella multinazionale comprende diversi bonus e benefit e uno stipendio dignitoso. I nostri figli ce la mettono tutta, e anche con feedback positivi, si è accompagnati alla porta e ne entrano altri, sempre a tempo determinato.
Si parla di "competitività", ma si compe sulla pelle dei lavoratori più deboli.
Parlano di "opportunità", ma l’unica vera opportunità è per loro: ridurre costi, evitare tutele a lungo termine, aggirare responsabilità.
Così facendo, non solo si distruggono le ambizioni professionali di migliaia di giovani, ma si mina alla base il tessuto sociale del Paese.
Senza lavoro stabile non si costruisce una famiglia, non si accende un mutuo, non si fanno figli, non si investe nel futuro. Si sopravvive, e basta.
È arrivato il momento di dire basta.
Le istituzioni non possono più limitarsi a osservare né a rinviare, bisogna perseguire un obbiettivo che possa diventare una priorità politica e sociale, perché dietro ogni contratto che scade senza prospettive non ci sono numeri, ma persone: giovani costretti a vivere nell’incertezza permanente, privati del diritto di immaginare un domani.
È necessario interrompere subito la spirale degli incentivi al lavoro precario.
Le risorse pubbliche non devono più sostenere modelli occupazionali basati sull’usa e getta.
Gli sgravi fiscali e i benefici economici vadano riconosciuti esclusivamente alle aziende che stabilizzano i lavoratori, che assumono a tempo indeterminato senza vincoli, che dimostrano responsabilità sociale.
Serve un intervento deciso dello Stato: dopo un periodo ragionevole di lavoro continuativo deve scattare l’obbligo di assunzione stabile, salvo casi particolari di lacune o irresponsabilità del lavoratore.
Non è ideologia, è lungimiranza. Perché senza lavoro sicuro non esiste dignità, senza dignità non esiste futuro, e senza futuro un Paese è destinato a spegnersi.
I giovani devono poter tornare a progettare la propria vita, a costruire famiglie, a versare contributi che garantiscano la tenuta del sistema previdenziale e le pensioni di domani. Continuare a precarizzare significa compromettere non solo il presente, ma anche il futuro collettivo.
Lo Stato ora deve scegliere se continuare a tollerare questo modello o assumersi la responsabilità di cambiarlo. È una scelta che riguarda tutti. Perché un Paese che nega il futuro ai suoi giovani, sta rinunciando al proprio.
La Philip Morris è una delle grandi aziende multinazionali, ma è necessario mettere fine a questa prassi troppo abusata anche da altre società.
Stop al precariato.
31 dic 2025 17:40
1 dic 2025 20:48
14 ott 2025 22:27
🏫 Contratto “Istruzione e Ricerca” 2022-2024: le proposte dell’ARAN per gli aumenti di stipendio nella scuola
14 ott 2025 21:55
🩺 Malattia e inidoneità nella scuola: cosa succede quando interviene il medico competente
28 set 2025 01:07
Coloro che avendo compiuto almeno 64 anni di età e maturato minimo 38 anni di anzianità contributiva al 31 dicembre 2022, possono chiedere di essere collocati a riposo dal 1° Settembre 2026, optando per il trattamento previsto dall'Art.1, comma 87, L. 30 dicembre 2021, n.234 (quota 102).
28 set 2025 00:29
Termine per la presentazione delle domande di cessazione
1 set 2025 21:52
La ricostruzione di carriera del Personale Scolastico.
La ricostruzione di carriera del Personale Scolastico.
Il passaggio da una fascia all’altra comporta un incremento dello stipendio tabellare.
Servizi valutabili per i docenti
Per i docenti sono riconosciuti:
i servizi prestati nelle scuole secondarie statali o pareggiate,
i servizi prestati in scuole italiane all’estero riconosciute dal MIUR;
alcuni servizi svolti in altre amministrazioni pubbliche, se riconducibili all’insegnamento.
Il servizio prestato in qualità ATA non è valutabile per il personale docente.
Servizi valutabili per il personale ATA
Per il personale ATA sono valutabili:
Entro quando presentare la domanda
Esempio pratico: ricostruzione di carriera per un Collaboratore Scolastico
Nel 2023 ottiene il ruolo, supera l’anno di prova nel 2024.
Con l'attuale CCNL scuola gli anni di preruolo sono valutati tutti per intero.
Presenta domanda di ricostruzione di carriera entro i 5 anni dalla conferma in ruolo.
Per tutti, a partire dal 2024 tutto il periodo di preruolo viene valutato per intero.
2. Inquadramento iniziale (ricostruzione).
Due i cambiamenti con il contratto vigente:
per il personale docente ed ata, oggi sono valutabili i servizi pre ruolo per intero;
Finalmente le valutazioni sono state equiparate e nessun giorno verrà perso.
30 lug 2025 12:17
Percorso formativo per il Personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) - personale B (profilo tecnico) sulla transizione digitale in attuazione del Decreto Ministeriale 12 luglio 2024, n.140 e nell’ambito della linea di investimento M4C1I2.1 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). La formazione è finalizzata allo sviluppo delle competenze digitali e al sostegno dei processi di transizione tecnologica del sistema scolastico.
24 mag 2026 00:59
Graduatorie ATA ancora ferme, ma il decreto parlava chiaro
30 lug 2025 12:00
Percorso formativo per il Personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) - Profilo Assistenti (ex Area B) sulla transizione digitale in attuazione del Decreto Ministeriale 12 luglio 2024, n.140 e nell'ambito della linea di investimento M4C1I2.1 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) . La formazione è finalizzata allo sviluppo delle competenze digitali e al sostegno dei processi di transizione tecnologica del sistema scolastico.
24 lug 2025 21:29
Percorso formativo per il Personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) - Profilo Assistenti (ex Area B) sulla transizione digitale in attuazione del Decreto Ministeriale 12 luglio 2024, n.140 e nell'ambito della linea di investimento M4C1I2.1 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) . La formazione è finalizzata allo sviluppo delle competenze digitali e al sostegno dei processi di transizione tecnologica del sistema scolastico.
24 mag 2026 00:59
Graduatorie ATA ancora ferme, ma il decreto parlava chiaro
30 lug 2025 12:00
Percorso formativo per il Personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) - Profilo Assistenti (ex Area B) sulla transizione digitale in attuazione del Decreto Ministeriale 12 luglio 2024, n.140 e nell'ambito della linea di investimento M4C1I2.1 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) . La formazione è finalizzata allo sviluppo delle competenze digitali e al sostegno dei processi di transizione tecnologica del sistema scolastico.
24 lug 2025 21:29
Percorso formativo per il Personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) - Profilo Assistenti (ex Area B) sulla transizione digitale in attuazione del Decreto Ministeriale 12 luglio 2024, n.140 e nell'ambito della linea di investimento M4C1I2.1 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) . La formazione è finalizzata allo sviluppo delle competenze digitali e al sostegno dei processi di transizione tecnologica del sistema scolastico.
10 giu 2025 00:45
20 mag 2025 02:10
16 ago 2025 22:02
Il personale Ata assunto a tempo indeterminato al fine della conferma dell’immissione in ruolo è obbligato al superamento del periodo di prova come descritto nell’articolo 62 del CCNL Scuola Periodo 2019-2021.
20 mag 2025 00:41
3 apr 2025 21:37
Aggravamento o revisione percentuale di invalidità
6 mar 2025 19:36
Cessazioni dal servizio del personale
2 mag 2025 19:31
Il servizio permette di richiedere il riscatto parziale o totale dei periodi non coperti da contribuzione nella misura massima di cinque anni, nei periodi successivi all'AGO31 dicembre 1995 e precedenti al 1° gennaio 2024.
26 apr 2025 19:18
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20 apr 2025 23:52
FACCIAMO IL PUNTO SUI CONGEDI PARENTALI DAL 1° GENNAIO 2025 PER IL PERSONALE DELLA SCUOLA CONTRIBUTO PROFESSIONALE RIFERIMENTI NORMATIVI:
5 apr 2025 23:15
Ferie articolo 13 ccnl scuola del 2009Come al solito per questo argomento regna la confusione più totale, oltretutto non bisogna dare risposte secondo le consuetudini del proprio Istituto.
6 mar 2025 19:40
24 mar 2025 20:15
Le graduatorie interne d’istituto riguardano il personale ATA di ruolo titolare nella scuola di servizio, sono predisposte ogni anno e sono distinte per profilo professionale.
5 mar 2025 22:59
A seguito della Legge di Bilancio 2025, il M.I.M., ha pubblicato la circolare prot. n. 25316,integrando le indicazioni operative contenute nella circ. prot. n. 150796 del 25 settembre 2024,riguardanti le cessazioni dal servizio del personale scolastico a partire dal 1° settembre 2025.Principali disposizioni della circolare:OPZIONE DONNA Possono presentare istanza le lavoratrici che, entro il 31 dicembre 2024, abbianomaturato un'anzianità contributiva di almeno 35 anni e un'età anagrafica di almeno 61anni (ridotta di un anno per ogni figlio, fino a un massimo di due anni). È necessario,inoltre, che ricorrano specifiche condizioni, come l'assistenza a familiari con disabilitàgrave o una riduzione della capacità lavorativa con invalidità civile pari o superiore al74%.Le lavoratrici della scuola interessate dalla proroga possono presentare domanda entro il 28febbraio 2025 utilizzando il canale telematico Polis.QUOTA 103 (Pensione anticipata flessibile)Requisiti: 62 anni e 41 anni di contributi.Il personale della scuola interessato alla pensione anticipata flessibile può presentaredomanda entro il 28 febbraio 2025 utilizzando il canale telematico Polis.APE SOCIALE (prorogata fino al 31/12/2025)Requisiti: invalidi civili almeno al 74% o in alternativa caregivers;Purché in possesso anche delle seguenti condizioni: età anagrafica di 63 anni e 5 mesi; requisito contributivo pari a 30 anni;Presentazione domanda cartacea entro il 31 agosto 2025
5 mar 2025 00:02
L’ordinanza ministeriale n. 36 del 28 febbraio 2025 avvia le procedure di mobilità del personale docente, educativo e ATA per l’anno scolastico 2025/2026.
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"Philip Morris" Giovani delusi, futuro negato: la precarietà come sistema.
C’è una generazione intera che sta pagando il prezzo più alto di un modello economico ipocrita, miope e profondamente ingiusto.
I giovani di oggi vivono sospesi, intrappolati in una precarietà che non è più un passaggio temporaneo verso la stabilità, ma una condizione strutturale, normalizzata e perfino giustificata.
In questo contesto si inserisce il comportamento di grandi multinazionali, colossi mondiali che fatturano miliardi e che, nonostante utili enormi, continuano a negare ai giovani il diritto fondamentale a un lavoro stabile.
Questo articolo mette in evidenza quanto si verifica alla Philip Morris Manufacturing & Technology Crespellano (Bologna).
È il caso, emblematico è sotto gli occhi di tutti, Philip Morris stabilimento in Emilia Romagna, che da diversi anni ricorre sistematicamente alle agenzie interinali invece di assumere direttamente.
Ragazzi giovani vengono chiamati, formati, impiegati per uno, due anni – a volte anche due anni e mezzo – e poi semplicemente accompagnati alla porta, con un ringraziamento di circostanza e nessuna prospettiva futura.
Dopo mesi o anni di lavoro, impegno, sacrifici e aspettative, per questi giovani non esiste alcuna possibilità di stabilizzazione.
Nessuna continuità. Nessun riconoscimento.
Solo un contratto che finisce e una porta che si chiude.
Il risultato è devastante. Giovani spaesati, umiliati, privati della dignità professionale, costretti a ricominciare da zero, spesso nella stessa città che li ha già messi in ginocchio. A Bologna e provincia, ad esempio, trovare un alloggio è diventato quasi impossibile e, quando lo si trova, gli affitti raggiungono cifre insostenibili.
Come può un giovane progettare una vita con contratti a termine, stipendi incerti e la costante minaccia della disoccupazione?
Queste aziende parlano di "flessibilità", ma la flessibilità è diventata sfruttamento, anche se in questa azienda gli stipendi è i benefit sono dignitosi.
Questi ragazzi, sognano, si illudono, sperano, sono soddisfatti, si impegnano.
Parlano di "competitività", ma le aziende competono sulla pelle dei lavoratori più deboli.
Parlano di "opportunità", ma l’unica vera opportunità è per loro: ridurre costi, evitare tutele, aggirare responsabilità.
Così facendo, non solo si distruggono le ambizioni professionali di migliaia di giovani, ma si mina alla base il tessuto sociale del Paese.
Senza lavoro stabile non si costruisce una famiglia, non si accende un mutuo, non si fanno figli, non si investe nel futuro.
Si sopravvive. Si perde ogni entusiasmo.
È arrivato il momento di dire basta.
Le istituzioni non possono più osservare né rinviare.
Questa condizione non deve continuare, questa condizione deve diventare una priorità politica e sociale, perché dietro ogni contratto che scade senza prospettive non ci sono numeri, ma ci sono persone: giovani costretti a vivere nell’incertezza permanente, privati del diritto di immaginare un domani.
È necessario interrompere subito la spirale degli incentivi al lavoro precario.
Le risorse pubbliche non devono più sostenere modelli occupazionali basati sull’usa e getta.
Gli sgravi fiscali e i benefici economici vadano riconosciuti esclusivamente alle aziende che stabilizzano i lavoratori, che assumono a tempo indeterminato e che dimostrano responsabilità sociale concreta.
Serve un intervento deciso dello Stato: dopo un periodo ragionevole di lavoro continuativo deve scattare l’obbligo di assunzione stabile senza vincoli.
Non è ideologia, è lungimiranza. Perché senza lavoro sicuro non esiste dignità, senza dignità non esiste futuro, e senza futuro un Paese è destinato a spegnersi.
I giovani devono poter tornare a progettare la propria vita, a costruire famiglie, a versare contributi che garantiscano la tenuta del sistema previdenziale e le pensioni di domani.
Continuare a precarizzare significa compromettere non solo il presente, ma anche il futuro collettivo.
Lo Stato ora deve scegliere se continuare a tollerare questo modello o assumersi la responsabilità di cambiarlo. È una scelta che riguarda tutti.
Perché un Paese che nega il futuro ai suoi giovani, sta rinunciando al proprio.
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